In una particolare vigilia di Pasqua, continuiamo a conoscere rappresentanti delle associazioni sportive del gruppo Matera Sport Academy. E’ la volta di Luigi Taratufolo, coordinatore tecnico dell’Invicta Matera, con cui chiaramente parliamo di calcio, lo sport più popolare al mondo e che occupa, stando ad indagini della Fifa, la prima posizione in assoluto come sfera di influenza. Basti pensare che più della metà della popolazione del mondo è tifosa di una squadra e ben 4 miliardi sono i follower, con alle spalle hockey e cricket che toccano quota 2 miliardi.

Anche con Luigi non possiamo non cominciare con la più classica delle domande: come e quando nasce la tua passione per il calcio, diventata poi la tua professione?

Una grande passione che mi ha trasferito mio fratello Nico. Lui ama il calcio come pochi, ha dedicato una vita al sociale attraverso lo sport ed io non potevo che ereditare la sua passione.

Un altro paio di curiosità sempre per la “rubrica amarcord”.

Cosa ricordi del tuo approccio con il complesso mondo del calcio?

Parte dalla scuola calcio da bambino, prosegue con il calcio a 5 con il Real Matera, prima da giocatore e poi da dirigente. Ho iniziato ad allenare da giovanissimo, a soli 24 anni, ed altrettanto presto a collaborare con un club professionistico (a 28 anni), quindi all’età di 32 anni sono diventato coordinatore tecnico dell’Invicta. Tutti i passaggi sono stati complicati in quanto sempre molto giovane rispetto agli standard. Complicati ma entusiasmanti.

Da sempre tifoso della Juventus, perché?

Tradizione familiare e stile Juventus sono le motivazioni principali.

Guardiamo all’attività che porti avanti con abnegazione e quotidiano impegno.

Coordinatore tecnico dell’Invicta Matera, società di puro settore giovanile e per il quinto anno consecutivo Scuola Calcio Juventus, questo il tuo ruolo: in cosa consiste?

Consiste nel creare sinergia fra gli allenatori condividere le competenze e creare una metodologia per rendere il percorso dei nostri ragazzi sempre molto più divertente e formativo. In poche parole “alleno” gli allenatori a migliorare le loro prestazioni per il benessere dei nostri tesserati. Sono fortunato perché ho uno staff tecnico di grande valore.

Grazie alla collaborazione con vari professionisti del settore ed anche alla sinergia con altre società materane sempre di puro settore giovanile, non pochi atleti sono stati “lanciati” nel professionismo. Vuol dire che si sta operando nel migliore dei modi?

Sì, stiamo lavorando molto bene e il grande merito di questo percorso va agli allenatori e, in particolar modo, ad Antonio Rebesco, un uomo di calcio dalle mille risorse e tante conoscenze. La sinergia con società non solo materane ha alzato di molto il nostro livello: Vigor Pro Calcio, Matheola, Fosso San Rocco Bernalda/Marconia, Pellegrino Sport Altamura e Bruno Soccer School Giovinazzo/Bitonto sono i sodalizi che condividono con noi questo merito.

 Il mondo del calcio è a dir poco intricato: cosa elimineresti del tutto e cosa invece, guardando ovviamente alle buone pratiche, copieresti magari da un’altra disciplina sportiva?

Preferisco non rispondere su cosa eliminerei: sono felice di aver ideato con il mio amico Francesco Nicoletti il progetto MSA, perché dialogare con uomini di eccellenza di altre discipline mi ha migliorato molto. Dalle altre discipline prenderei la voglia di emergere e di fare sport, poi ovviamente esistono tanti piccoli dettagli che, messi a confronto, migliorerebbero di molto i sistemi delle associazioni e delle federazioni.

Per sfondare nel mondo dello sport, del calcio in particolare, è fondamentale avere la giusta dose di fortuna ma non possono mancare altre essenziali componenti: cosa deve avere un ragazzo per poter diventare un calciatore? 

Talento, abnegazione, capacità di fare sacrifici, caratteristiche vive nei nostri giovani campioni Santochirico, Amato, Stigliano, Rega, Camara e Panzarino, che hanno fatto il grande salto con i professionisti di A e di B fuori regione.

Siamo alle battute finali; tornando indietro, rifaresti tutto daccapo?

Si, con un’unica variante… inizierei prima il lavoro di sinergia fra le società di calcio sempre ricercato dal nostro Presidente Lisurici. Ho e abbiamo perso troppo tempo a “lottare”, trascurando obiettivi più importanti negli interessi del bambino …. oggi tendo la mano ai responsabili di società che, come me, vogliono mettere lo zoom sui bisogni del bambino, creando un ambiente sempre più forte e sereno.

Chiudiamo con un riferimento a quanto sta succedendo e non solo in Italia: ne usciremo più forti di prima?

Non lo so, sicuramente ognuno di noi ha avuto molto tempo per riflettere. Prego solo che le riflessioni portino al bene comune e non solo al bene individuale; solo così ne usciremo più forti di prima.

E poi, Luigi, un augurio speciale per le festività pasquali

Auguro tanta serenità alle famiglie, ai bambini auguro invece di non perdere la voglia di tornare in strada, a scuola, nelle loro associazioni sportive, ad abbracciare e a giocare con i loro compagni.

Ed anche con Luigi, che ringraziamo di cuore, abbiamo concluso la nostra piacevole chiacchierata, partendo sempre dalle origini per arrivare ai giorni nostri in cui, passione, costante impegno e soprattutto cooperazione, hanno consentito, e continueranno a farlo, di tagliare traguardi importanti, dando la possibilità a più di qualche ragazzo di entrare in contatto con il famoso calcio che conta.

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Andrea Rospi

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