Tra le società che, da subito, hanno sposato il progetto Matera Sport Academy, c’è la Hockey Pattinaggio Matera, uno straordinario gruppo, una vera e propria famiglia allargata che, con dedizione e partecipazione, diverte e si diverte, disputando campionati nazionali maschili e femminile, sia con la prima squadra che con le formazioni giovanili. Nel proseguire il nostro viaggio all’interno della MSA, in questa “insolita” Settimana Santa, conosciamo più da vicino Michele Santeramo, dirigente della HP Matera.

Anche con lui cominciamo nel più tradizionale dei modi: come e quando nasce la tua passione per l’hockey?

Ho conosciuto l’hockey pista in quanto amico del Presidente dell’allora Rotellistica Matera, che mi invitò a vedere una partita…erano i primi anni 90. Fu amore a prima vista, tanto che decidemmo con mia moglie di iscrivere il nostro primogenito, Davide. Da allora è stato un crescendo che mi ha portato fino ai giorni nostri.

 

Fondamentale, in apertura, la “rubrica amarcord”…un altro paio di curiosità.

La prima volta che hai accompagnato alla tensostruttura di via dei Sanniti il maggiore di tuoi figli, Davide, e sei rimasto a seguirlo durante il suo allenamento, qual è stato il primo pensiero?

Una delle prime volte che accompagnai Davide per vedere cosa facesse durante gli allenamenti, il primo pensiero fu ” speriamo che non cada”…cosa piuttosto improbabile visto che, solo cadendo, puoi imparare a pattinare.

 

Da papà – accompagnatore a appassionato e tifoso, fino a diventare, da alcuni anni a questa parte, dirigente della Hockey Pattinaggio Matera: ne abbiamo fatta di strada…

Dopo un paio di anni iniziarono le prime gare ufficiali e quindi, essendo Davide ancora troppo piccolo, mi toccava accompagnarlo, sia in casa ma soprattutto fuori casa. E più lo accompagnavo più la mia passione cresceva, più cresceva la passione e più mi liberavo dagli impegni per poterlo accompagnare. Nel frattempo seguivo anche le gare della squadra maggiore che militava in serie A2. Da qui, da semplice tifoso a dirigente-accompagnatore prima e vicepresidente dopo il passo è stato breve. Girare l’Italia e conoscere tante belle persone è stata una molla dalla potenza incredibile.

 

Guardiamo ora ai giorni nostri e all’attività che porti avanti con dedizione

La Hockey Pattinaggio Matera può davvero ritenersi una famiglia: è questa l’arma in più che dà gli stimoli per dedicarle il proprio tempo libero e non solo?

Quanto detto poc’anzi, mi ha permesso, in seguito, di conoscere le persone che oggi costituiscono il direttivo della HP MATERA, persone speciali che, come me, condividono la passione incondizionata per questo sport. Tanto speciali da ritenerci una grande famiglia. Ritengo che questo sia per noi un grande stimolo per dedicare a questo sport tutto il tempo necessario. 

 

Matera è da sempre fucina di talenti per quanto riguarda l’hockey su pista, sia maschile che femminile: pensavi che si potesse raggiungere questo livello?

È vero. Matera ha dato i natali a tanti campioni di questo sport, abbiamo vinto scudetti e trofei, soprattutto con i giovani, il nostro fiore all’ occhiello, sia maschietti che femminucce, con le quali ho avuto la fortuna di vincere due scudetti e con due presidenti diversi, e di disputare anche una competizione europea. Così come con la senior maschile ho assaporato l’emozione di una promozione nella massima serie dopo circa 30 anni, e una partecipazione alla final four di coppa Cers, l’Europa League del calcio, per intenderci. Sono state esperienze indimenticabili, che mai avrei pensato di poter vivere per come viene vissuto questo sport a Matera. 

 

L’hockey è uno sport spettacolare e avvincente ma tu, che ormai sei un esperto della materia, come convinceresti un piccolo allievo ad avvicinarsi a questa disciplina?

Si l’hockey è uno sport spettacolare, come tutto il mondo del pattinaggio. La cosa che direi ad un ragazzino si può racchiudere in poche parole: pattinare è come volare, se non provi non si può descrivere!

 

Hockey su pista, hockey su ghiaccio, hockey in line e hockey su prato: perché dovrei sceglierne uno piuttosto che un altro?

Perché l’hockey pista è stato il primo (è nato in Inghilterra nel 1878), tutto il resto sono imitazioni o “discendenti”. I gesti tecnici che un giocatore può fare con i pattini a quad sono infiniti e spettacolari: dal cambio di direzione veloce alle veroniche, dall’ alza e schiaccia con bastone e pallina al tiro al volo. 

Nell’ hockey ghiaccio, seppur spettacolare anch’ esso, non credo possiate vedere tutto ciò.

L’ hockey in line è un ibrido tra hockey pista e hockey ghiaccio, con un pattinaggio che non ha niente a che vedere con gli altri due. 

L’ hockey prato, non classificabile.

 

Ultime indiscrezioni; sei davanti ad un bivio, rifare tutto daccapo o cambiare strada?

Di fronte ad un ipotetico bivio, rifarei tutto e di più per questa disciplina, purtroppo poco valorizzata perché non considerata olimpica. 

 

Chiudiamo con un pensiero all’attualità ed a quanto sta accadendo ormai in tutto il mondo: saremo in grado di uscirne più forti di prima?

Non so se ne usciremo più forti. Adesso è importante uscirne al più presto. Più passano le settimane e più diventa difficile programmare una ripresa sia sportiva che economica e anche sociale. Dobbiamo essere bravi tutti a non far pesare soprattutto sui ragazzi più piccoli questo grosso problema che ci è caduto addosso.

 

E poi, Michele, un augurio speciale per le festività pasquali

Sono Cristiano, non molto praticante a essere sincero, quindi mi auguro che questa pandemia possa servire a farci riflettere, a farci andare più verso una unione dei popoli, una cultura globale di fratellanza. Intanto faccio gli auguri per una quantomeno serena SANTA PASQUA. 

 

Un ringraziamento speciale a Michele Santeramo il quale, nel pieno rispetto della filosofia HP Matera, ha parlato davvero a nome del gruppo, salvo alcune informazioni prettamente personali. Continua così anzi, continuate così tutti insieme e potrete togliervi enormi soddisfazioni, fermo restando che, come diceva Madre Teresa di Calcutta e voi ben sapete: “L’accoglienza migliore? Il sorriso. La miglior medicina? L’ottimismo. La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.”

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Andrea Rospi

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